C'è un filo che attraversa l'intera ricerca di Robert Hromec, sottile e tenace come le linee in rilievo che percorrono le sue superfici: la convinzione che il linguaggio più profondo tra gli esseri umani non passi attraverso le parole, ma attraverso il corpo.
Questo filo ha avuto molti nomi nel corso degli anni. Si è chiamato Silenzio, la comunicazione senza parole, energia interiore che trascende il suono. Si è chiamato Rebirth, la rinascita come gesto primo, come apertura al mondo. Si è chiamato Tra Cuore e Ragione, dove il critico Giorgio Agnisola ha riconosciuto nell'opera di Robert Hromec un equilibrio finissimo tra segno e colore, tra impulso emotivo e controllo formale. Si è chiamato Allegria, il balsamo della vita, dove i volti in dialogo e le mani che si intrecciano hanno celebrato la comunicazione silenziosa come forma suprema di incontro tra esseri umani.
A Firenze, questo percorso trova un nuovo capitolo e insieme una sintesi: Grammatica del Gesto.
Il titolo non è solo una metafora. Guardando le opere di Robert Hromec, le linee di pasta acrilica che scorrono sul colore come scrittura in rilievo, i volti appena evocati che emergono dalla materia, le mani che stringono, indicano, si sfiorano, si comprende che l'artista slovacco ha effettivamente elaborato nel tempo un sistema, una lingua visiva propria. I gesti non sono casuali: sono vocaboli. Le composizioni non sono decori: sono frasi. La texture stessa della superficie, lavorata con trapano, incisioni, sabbiature, stratificazioni, è la grammatica che regge tutto.
La mostra alla Galleria La Zaffera riunisce opere nuove e lavori della recente stagione espositiva, permettendo per la prima volta di leggere questa grammatica nella sua interezza: dai disegni a inchiostro, dove il segno sembra cercare il proprio ritmo sulla pagina con urgenza quasi automatica, alle grandi tele materiche in cui il colore diventa carne e i corpi emergono come bassorilievi di emozione pura. Arancio, blu, viola, verde: ogni tonalità è un registro diverso dello stesso discorso sul corpo, sulla prossimità, sul desiderio di comunicare al di là delle parole.
La città di Firenze che ha fatto del disegno il fondamento di ogni arte, la ricerca di Robert Hromec trova una risonanza inaspettata e necessaria. Il gesto, qui, non è mai decorativo: è sempre un atto di presenza, una dichiarazione di esistenza.
Evento espositivo: 09.05
> 30.05.2026
Vernissage 09 maggio 2026 - aperitivo di apertura: ore 17:00 > 20:00
Finissage 30 maggio 2026 - aperitivo di saluto: ore 17:00 > 20:00
Orari di apertura:
giovedì - venerdì - sabato - domenica ore 15:30 > 19:30
Curatore della mostra: Alberto Desirò
Presentazione evento a cura di: Letizia Rostagno
Comunicazione: AD STUDIO
Allestimento e logistica: AD Gallery
Fotografie di Samuel Hromec
Con il contributo di METI Corporate Finance (Milano) e Atallier (Firenze)
Il format "IN&OUT", dialogo informale tra artista e pubblico durante l'inaugurazione, non è semplicemente un complemento alla mostra, ma diventa parte integrante e necessaria di questa esplorazione: una risonanza umana che amplifica ulteriormente l'esperienza delle opere esposte di Robert, trasformando la visione individuale in un'esperienza collettiva di significati condivisi. Come nella fisica delle onde, anche qui l'interazione genera ampiezze maggiori di quelle che ogni elemento produrrebbe isolatamente.
"GRAMMATICA DEL GESTO""
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