Quattordici sguardi fotografici, quattordici modi di abitare il confine del proibito. Questa non è una mostra di fotografia contemporanea che propone un'unica interpretazione del tabù, ma una costellazione di approcci dove ogni progetto sceglie il proprio territorio d'indagine.
C'è chi guarda alla morte come ultimo grande tabù della società contemporanea, chi riporta l'eros alla sua dimensione di energia vitale prima che la cultura lo trasformasse in vergogna, chi scopre la violenza nascosta nelle favole dell'infanzia che la censura vorrebbe cancellare. C'è chi lavora sul velo che copre e rivela simultaneamente, trasformando il "vietato guardare" in principio estetico. Chi esplora le contraddizioni del pudore cattolico, chi indaga il mistero della seduzione femminile attraverso le parole di Camilleri, chi mette a nudo le maschere barocche dove il trucco nasconde la malattia.
Dalla nudità che ritorna alla natura prima della vergogna sociale, al corpo come tempio dove vibra l'energia primordiale, fino al rapporto selvaggio tra uomo e paesaggio... questi lavori non cercano di trasgredire, ma di evocare. Non violano l'inconscio: lo rendono visibile nella sua potenza immaginativa.
Ciò che li unisce non è un tema unico, ma un metodo: la fotografia come territorio di suggestione, dove il desiderio precede l'atto, lo sguardo precede la visione, e l'osservatore completa nell'inconscio ciò che l'immagine lascia sospeso. Perché il vero tabù, oggi, non è mostrare, ma saper guardare dentro noi stessi senza censure.
A cura di Alberto Desirò, in collaborazione con ONART Gallery, Via della Pergola, 61,r Firenze.
Perla ed Enrico Fedrigoli restituiscono l'Eros come energia vitale generativa in "Vibrazione e Risveglio", trasformando il corpo femminile in tempio dell'erotismo dove il desiderio non distrugge ma costruisce.
Marco Berni fotografa corpi nudi in una cava selvaggia attraversata dall'acqua in "Prima della Vergogna", abitando il territorio che precede la coscienza della nudità come atto proibito, una memoria di quando non avevamo bisogno di coprirci.
Vito Sforza affronta il più grande tabù contemporaneo in "La Morte Negata": come la società digitale ha trasformato la morte in qualcosa da nascondere, negare, cancellare, fino a renderla motivo di vergogna.
Maddalena Barletta esplora l'ambiguità del velo in "s/velo", leggero e impalpabile per definizione, eppure carico di significati simbolici, confine tra la realtà nascosta e il suo mistero, seduttivo nel suo celare.
Sara Cattaneo racconta universi femminili attraverso le parole di Camilleri in "Sunnu" (sono): donne diverse, ognuna con il suo modo di sedurre, una sessualità nascosta che diventa dedica al genere femminile e al mistero delle sue forme.
Federico Fiorenzani provoca l'idea stessa di tabù in "Morale Apparente": il pudore e la "decenza" figli di una cultura cattolica rigida e moralista, estremamente contraddittoria nell'abituarci a celare ciò che non è ortodosso pur di mantenere le apparenze.
Milvia Stefani svela gli ingredienti perturbanti delle fiabe classiche in "Favole perturbanti": sessismo, misoginia, infanticidi, cannibalismo, incesti... tutto ciò che la Disney ha cancellato ma che appartiene alle nostre paure primordiali.
Gianfranco Garavelli cattura l'irripetibile con fotografie istantanee in "Vietato Guardare", dove l'immediatezza e la fisicità dell'immagine che appare davanti agli occhi si scontra con ciò che non dovrebbe essere mostrato.
Patricia Canino rivela la malattia nascosta sotto i costumi di corte in "Baroque Bodies": la sifilide ai tempi della Restaurazione inglese, dove trucco, parrucche e vestiti mascherano la devastazione dei corpi. L'essere e l'apparire, fino a che punto l'apparenza nasconde l'interiorità?
Nicola Fantin in "Rosso Provocatorio", immerge il corpo femminile in una luce rossa provocatoria che oscilla tra desiderio e pericolo, tra attrazione e repulsione, in un gioco di luci e ombre che evoca senza mai mostrare completamente.
Fulvio Bennati fotografa il nudo maschile nella natura in "Wild Sacrum", esplorando il rapporto tra corpo umano e paesaggio come ultimo tabù, l'uomo nella natura, vulnerabile e sacro insieme.
Paola Francesca Barone esplora l'intimità erotica in "Fainetai moi" come ultimo rifugio di autenticità nell'era della tecnica, dove l'Eros si erge come grido di rivolta contro le astrazioni e le norme.
Alberto Benedetti costruisce una "Taboola rasa" del desiderio e della memoria, dove il tabù emerge come scrittura della luce che attraversa il tempo e le stratificazioni dell'inconscio.
Natalia Mariach affronta in "Memoria in tre atti" uno dei tabù più persistenti: il corpo femminile che cambia durante la menopausa, la perdita forzata di una passione, l'equitazione a causa dell'osteoporosi. La vera saggezza nasce quando si accoglie il tabù come memoria, riprendendo il controllo della propria identità.
“I GESTI DI EROS” - Ore 18,00 - 21.02.2026
Performance a cura di Perla, Performer e Video Artist
Chi è Eros, o meglio, cos’è?
Il dio greco dell’Amore viene inizialmente raffigurato da Esiodo come un Dio della natura, nato dal Caos. Nel «Simposio» di Platone viene invece presentato come un semidemone che sente la mancanza del bene e del bello; questo tratto essenziale lo eleva dalla condizione umana, ignara del proprio vuoto.
Nel mondo attuale, è evidente la dimenticanza dell’aspetto più profondo dell’esistenza, ma l’appiattimento e la solitudine che proviamo ci fanno capire che la strada percorsa, basata su guerre e competitività, non è quella giusta.
Quando i corpi e i legami sono minacciati dall’incuria dei sistemi di potere, dai conflitti e pandemie, dalla superficialità di un immaginario collettivo centrato sui consumi, ecco che entrare nei territori di Eros significa interrogare il fondo della nostra natura umana in cerca di un senso, per non separare più corpo e anima, singolo e collettività.
Come sperimentiamo Eros nella nostra carne?
Ad esempio, con la carezza, il bacio, l’abbraccio, la voce e lo sguardo. Nella performance verranno presentati queste cinque espressioni di Eros.
Il lavoro trae spunto dal saggio "I gesti di Eros" di Paolo Bartolini e Chiara Mirabelli, analisti biografici di orientamento filosofico (Edizioni Mursia, 2020).
La performance è arricchita da versi inediti dedicati ad Eros ad opera della poetessa Gabriella Sartori (di cui ricordiamo “La magra paga” del 2021 per Capire Edizioni, CartaCanta, a cura di Davide Rondoni).
La serata inaugurale sarà un momento di incontro diretto tra artisti e pubblico. Ogni autore avrà la possibilità di raccontare il proprio progetto, aggiungendo alle immagini la dimensione delle parole e delle emozioni. Non spiegazioni tecniche, ma dialogo autentico e scambio reciproco.
La fotografia è lo strumento ideale per esprimersi in modo creativo su temi che riguardano questioni personali, sociali e attuali. Cerchiamo artisti capaci di indagare con coraggio espressivo senza mettere in secondo piano la ricerca estetica e l'impatto emotivo di ogni singola opera.
AD Gallery è sempre alla ricerca dei migliori narratori e narratrici con la fotografia. Creatori di immagini e realtà visiva contemporanea.
La Call “Taboo #02” aveva come scopo di scoprire artiste e artisti appartenenti a diversi ambienti e livelli di esperienza e condividere il loro lavoro con il mondo è il nostro obiettivo.
Evento espositivo TABOO #02
Vernissage sabato 21 febbraio: 17,00 > 20,00
Ore 18,00: "I gesti di Eros" performance di Perla
Finissage domenica 01 marzo: 17,00 > 20,00
Orario apertura la domenica: 15,30 > 19,30
Lunedì e martedì: chiuso
Orari di apertura della galleria nei giorni feriali:
15,30 > 19,30
ONART GALLERY / TABOO #02
Via della Pergola, 61r Firenze
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