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NATURE - Castello di Sarteano - Riccardo Bandiera - a cura di MIA Photo Fair di Milano


NATURE - a cura di MIA Photo Fair

Inaugurazione sabato 20 Luglio ore 17.30.
Fine mostra lunedì 30 Settembre 2019.

Castello di Sarteano (Siena) / Rocca Manenti Art 

 

4 artisti, 88 fotografie selezionate daranno vita ad un progetto unico in un suggestivo edificio storico del medioevo: il Castello di Sarteano.
Riccardo Bandiera, autore di AD Gallery, è presente con alcune opere della collezione Atlas Over Arteries.

Dal 20 Luglio al 30 Settembre 2019 sarà possibile ammirare le opere dei vincitori della 3a edizione del Premio MIA Photo Fair / RAM Sarteano 2019 nella mostra collettiva NATURE.

In un momento storico in cui i mutamenti climatici causati dal riscaldamento globale sono da tutti percepiti, la mostra NATURE raccoglie quattro progetti fotografici che pongono l’accento su diversi aspetti inerenti il rapporto tra l’uomo e la natura.

I progetti degli artisti vincitori: Riccardo Bandiera, Mario Cucchi, Giuseppe Giudici e Beatrice Speranza, invitano il visitatore a riflettere sul rapporto “strappato” tra uomo e natura che va ricucito al più presto, pena la stessa sopravvivenze del nostro mondo.

L’arte, ed in particolare la fotografia, ci permette di raccontare la realtà che ci circonda mettendo in luce tematiche che coinvolgono l’intera umanità.

 



OPENING: Sabato 20 luglio ore 17.30

ORARI DAL 20 LUGLIO AL 31 AGOSTO:
dalle 10.30 alle 19.00 (orario continuato)

ORARI DAL 1 AL 30 SETTEMBRE:
dalle 10,30 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 19,00

TARIFFE INGRESSO: Intero € 4,00 – Ridotto € 3,00

 

Contatti Castello: 334 6266850 (in orario apertura)

Castello di Sarteano (Siena) / Rocca Manenti Art 

Via del Forte, 46
Saertano - Siena

 

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PENSIERI, PAROLE, OPERE E OMISSIONI - Riccardo Bandiera - Officine Forte Marghera


Art Paris International  presenta: PENSIERI PAROLE OPERE E OMISSIONI

Il peccato originale al tempo del web

 

 

A cura di Simonetta Pavanello.
Riccardo Bandiera, autore di AD Gallery, è presente con 3 opere della collezione Atlas Over Arteries.

/ comunicato stampa a cura dell'organizzazione /

Nel suggestivo contesto architettonico dell’antico Forte Marghera, dal 12 al 21 luglio 2019 le Officine Forte Marghera ospitano 24 artisti che hanno interpretato il concetto di colpa e peccato originale nel terzo millennio.

Dalla lettura del Confiteor al recente sondaggio di una casa farmaceutica di cosmetic surgery, gli artisti affrontano il tema dei sette vizi capitali nella società contemporanea, manifestando la loro intima interpretazione divisa tra la ricerca della salvezza eterna e il bisogno di oltrepassare finti pudori e ipocrisie perbeniste.

Eccessi e dipendenze, dal gioco, dai social, dal cibo e dal sesso, l’ossessione di essere giudicati ma al contempo la necessità di comparire sui media, hanno creato una sorta di anomalia che ha modificato la nostra percezione del bene e del male. Dal senso di colpa alla patologia, l’individualismo ha trasformato i vizi capitali in malattia, tanto da creare uno sbilanciamento allarmante  della personalità.

All’interno del Forte nel  Padiglione C32, sono esposte opere di fotografia, pittura, scultura, installazioni e video che sarà possibile visitare fino al 21 luglio tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 15.00 alle ore 22.00.

Ingresso gratuito

Artisti presenti:

Diego Baldoin, Riccardo Bandiera, Daniela Capaccioli, Roberta Capello, Diego Dominici, Pierfranco Fornasieri, Ignazio Fresu, Marco Gallafrio, Ivana Galli, Asako Hishiki, Andrea Milia, Simona Muzzeddu, Adriana Olivari, Juan Eugenio Ochoa, Andrea Pescio, Thomas Pitì, Saro Puma, Alice Serafino, Isabella Sommati, Anna Vinzi, Ylenia Viola,  Irena Iris Willard, Leonardo Kurtz&Dario Laudati.         



Officine Forte Marghera

Pad. C32, Via Forte Marghera, 30

Mestre - Venezia

 

Inaugurazione 12 luglio 2019 - ore 18,00
Fine mostra 21 luglio 2019

Orari:

15,00 > 22,00

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"Roma in 100 centimetriquadri" collettiva di arte contemporanea


 

/ ROMA IN 100 CENTIMETRIQUADRI / Vª Edizione

La Rassegna del piccolo formato 10 x 10 cm, “Roma in 100 Centimetriquadri”, organizzata dalla Galleria Spazio 40 di Trastevere a Roma, con il Patrocinio di Roma Municipio I Centro, ed in collaborazione con l’ Ass.ne ProGetti Smarriti, EPM Edilpiemme Roma e Cristina Rubinetterie, è giunta alla sua V Edizione.

L’ evento si svilupperà per tutta l’estate 2019 e prevede tre periodi espositivi: dal 18 giugno al 2 luglio 2019 presso la Galleria Spazio 40 di Trastevere, dal 16 al 30 luglio presso lo showroom EPM di Piazza S. Salvatore in Lauro 3, dal 1 al 31 agosto nuovamente presso la Galleria Spazio 40 a Trastevere.

Come per le precedenti edizioni, la Città Eterna viene riproposta al pubblico in maniera iconografica attraverso opere di piccolo formato: 10 x 10 cm, appunto 100 centimetri quadri. Gli artisti sono stati lasciati liberi di scegliere ed utilizzare ciascuno la propria tecnica: saranno pertanto presentate opere di pittura, acquerelli, digital art, fotografie, piccole installazioni. 

All’ Edizione 2019 partecipano 41 artisti, italiani e stranieri: Gea Albanese - Antonella Argiroffo - Ar_KK - Annamaria Bagnato - Paola Bernardi - Nora Bosman - Luisa Brunetti - Enrico Chichi - Damiana Cicconetti - Maria De Cataldo - Rita Denaro - Virginia Denzi - Alberto Desirò - Angelo Di Gianfilippo - Renata Di Palma - Fabrizio Fabbroni - Loredana Giannotti - Emanuela Grassi - Sergio Guerrini - Giovanni Ingrassia - Valentina Lo Faro - Tina Loiodice - Hector Lopez - Annalisa Macchione - Carlo Moratti - Amelia Mutti - Viviana Pallotta - Federico Palmieri - Nicola Palmieri - Lorena Proietti - Antonio Salerno - Fabio Santi – SC-Art - Vitali Shoupikov - Lory Sidoni - Fiorella Storti - Daniela Tamburini - Elisabetta Tufarelli - Aurea Vattuone - Sonia Vecchio - Giuseppe Ventra. 

Il vernissage è previsto martedì 18 giugno 2019 alle ore 19.00 presso la Galleria Spazio 40, in Via dell’Arco di San Calisto 40 a Trastevere. Nel corso della serata una degustazione di vini verrà offerta agli artisti ed al pubblico dalla casa vinicola Casale del Giglio, sponsor tecnico della manifestazione. 


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ROMA IN 100 CENTIMETRIQUADRI V Edizione 
Spazio 40 Galleria d’arte 
Via dell’ Arco di San Calisto 40 – Roma

18 giugno – 2 luglio 2019 
Inaugurazione 18 giugno – ore 19.00 
Orario 12 – 21 (tutti i giorni)
Info: 340 6066374


3^ Biennale di GENOVA - Esposizione Internazionale d'Arte Contemporanea


Graziano Villa, autore di AD Gallery, ha ottenuto il 1° premio nella sezione fotografia alla 3ª Biennale di Arte Contemporanea a GENOVA . Un evento che ha richiamato circa 300 artisti sia italiani che internazionali.

Esposizione Internazionale d’Arte Contemporanea:

Genova, 8 – 22 giugno 2019

Le sedi espositive della Biennale: Palazzo Stella – Palazzo Doria Spinola – Palazzo Nicolosio Lomellino – Palazzo Tobia Pallavicino – Palazzo della Borsa – GALATA Museo del Mare – Dipartimento Architettura e Design – Villa del Principe Palazzo di Andrea Doria – Accademia Ligustica di Belle Arti – Capitaneria di Porto – Palazzo Pantaleo Spinola – Palazzo Doria De Ferrari Galliera – Palazzo Senarega – NH Genova Centro – NH Collection Genova Marina – AMW Architettura – circuito delle 38 Botteghe Storiche.

Tutte le opere della collezione:
"La grandeur di Parigi"


L'opera premiata - collezione "La grandeur di parigi"

L'opera vincitrice è disponibile per l'acquisto nei seguenti formati di stampa:
formato 150x100 cm - stampa su Alluminio Anodizzato - prezzo dell’opera : € 7.500
formato 100x70 cm   - stampa su Alluminio Anodizzato - prezzo dell’opera : € 4.000
formato 150x100 cm - stampa su “Fine Art Paper” - prezzo dell’opera : € 5.000
formato 100x70 cm   - stampa su “Fine Art Paper” - prezzo dell’opera : € 3.000

Ogni opera fotografica è firmata e autenticata dall'autore.

Per informazioni sull'acquisto: info@adgallery.it

Collezione La GRANDEUR di parigi | Graziano Villa

Per decenni ho ritratto personaggi di ogni genere, di ogni strato sociale e culturale, in tanti Paesi del mondo. L'ho fatto per riviste importanti come “AD-Architectural Digest”, “CAPITAL”, “AMICA”, “DOVE”, “CLASS”, “TRAVELLER”, “FORTUNE”, “VANITY-FAIR”, ect.

 

In questo mio peregrinare in ogni angolo del pianeta sono sempre stato affascinato dalle grandi Architetture che l'Uomo ha costruito per lasciare nel Tempo traccia del proprio passaggio e della propria esistenza. I nomi di tali icone sono scolpiti nella memoria collettiva e  continuano a testimoniare l'audacia dell'ingegno umano: la Torre Eiffel, la Muraglia Cinese, le Piramidi di Giza, le Torri Gemelle del WTC, tragicamente famose, quelle di Kuala Lumpur, il Big Ben di Londra, il “Big Boy”, appena usciti dall'aeroporto di Oslo, il Castello Sforzesco di Milano, i Fiori di Metallo della Défense a Parigi, e così via.

 

Perché ho deciso di fare questo tributo a Parigi? Perché dobbiamo ricordarci della Francia e di Parigi, Terra di Libertà che, come San Marino, ha dato rifugio a tanti esuli.

 

Soprattutto in questo momento storico, nel quale Parigi è stata ferita dai nuovi vandali, è giusto dedicare un tributo alla Città della Libertà, della Cultura e dell’Arte dove è nata la Fotografia.

Il mio tributo, consiste in una serie di “Ritratti” alle sue stupende Architetture. 

 

E parlo di Ritratti a ragion veduta perché, come nel ritrarre le persone, ho tentato di personalizzare questi Giganti, di sceverare e descrivere, amplificandola, la loro struttura grafica, ovvero la loro “anima”. Ho cercato di restituire visivamente l'impatto emozionale che queste meravigliose architetture hanno suscitato su di me: un'impressione altamente soggettiva e dunque non comune perché, alla fine, lo sguardo di ciascuno è comunque, sempre e assolutamente unico e inimitabile. Credo di esserci riuscito.


(Graziano Villa)


ATLAS OVER ARTERIES / RICCARDO BANDIERA / MIA PHOTO FAIR 2019

22 - 25 MARZO / THE MALL - PORTA NUOVA MILANO - Posizione: stand 49A


Atlas over Arteries” di Riccardo Bandiera è un progetto fotografico a metà strada tra un manuale entomologico e un “Atlante di geografia umana”, una vera e propria “summa enciclopedica” che cerca di superare il confine tra anatomia umana ed ecosistemica, in cui la donna assume il ruolo di una vera e propria “Ancilla Naturae”, quasi un altare votivo dedicato alla sacralità del Creato.

(Laura Tota)

Informazioni tecniche:

Formato 55x38 cm.
Alcune opere sono disponibili nel formato 100x67 cm.

Carta fine art Hahnemuhle Photo Rag 308 gr.

Cornice artigianale in legno

Tiratura: 1-9 copie

Ogni opera fotografica è firmata e autenticata dall'autore. La carta Hahnemühle fine-art  garantisce i più elevati livelli di qualità per stampe d'autore.

Per informazioni sull'acquisto delle opere di Riccardo Bandiera: info@adgallery.it

PRESENTAZIONE LIBRO FOTOGRAFICO DI PIERPAOLO FLORIO “FIRENZE Q1 ZTL O” - EDIZIONI GONNELLI


Venerdì 21 dicembre alle ore 18:30 presso la galleria Cartavetra in via Maggio 64R viene presentato il libro fotografico “FIRENZE Q1 ZTL O” di Pierpaolo Florio, pubblicato da Edizioni Gonnelli.

Nasce così, sotto l’egida delle Edizioni Gonnelli, la collana QDF – Quaderni di Fotografia che si propone di valorizzare la qualità dello scatto fotografico che guarda al mondo con gli occhi in bianco e nero, rifacendosi ai principi originali della fotografia nell’essenzialità del suo dualismo cromatico.

Il libro è costituito da 100 fotografie sulla "vita dell'Oltrarno" suddivise in 4 capitoli con argomento la vita sociale, il lavoro, gli oggetti e la vita notturna. Il libro parla per immagini, i testi (in italiano ed inglese) si limitano alla prefazione dell’editore e dell’autore e da una presentazione della giornalista di Repubblica Laura Montanari, sempre attenta ai fermenti e alle iniziative culturali della città.

Libro disponibile presso l’editore Libreria Antiquaria Gonnelli in Piazza D’Azeglio 13, Firenze e on-line su www.maremagnum.com

Sito web dell'autore: www.floriophoto.info


Inaugurazione venerdì 21 dicembre 2018 ore 18,30


Galleria Cartavetra

Indirizzo: Via Maggio, 64R, 50125 Firenze FI

 

Inaugurazione ore 18,30

Per informazioni telefonare al: 340 079 2997

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Note dell'autore

Nel settembre del 2017 i quotidiani locali e nazionali hanno riportato la notizia che l'Oltrarno fiorentino è stato inserito dalla Guida Lonely Planet tra i dieci quartieri più “cool” del mondo.

La guida turistica redige continuamente classifiche e sondaggi, attraverso raccolta di opinioni sui più disparati argomenti correlati ai viaggi ed al turismo e nell'estate del 2017 ha chiesto ai loro autori in giro per il mondo di raccontargli dei quartieri particolarmente “cool”.

A conquistare il podio, è stata l’anima autentica dell'Oltrarno, il quartiere collocato oltre il fiume Arno e quindi ai margini dei flussi turistici di massa e del caos del centro storico.

Sparse per le piccole vie coesistono, infatti, antiche botteghe che vendono manufatti in pelle o legno, laboratori artigianali, ristoranti tradizionali e vecchi bar ma anche atelier moderni, locali alla moda e bar di tendenza dalla atmosfera cosmopolita che conferiscono al quartiere un aspetto in bilico tra tradizione e contemporaneità.

La notizia mi ha dato lo spunto per andare oltre lo slogan e di percorrerne le strade cercando di cogliere i più svariati aspetti dal momento che ho deciso di fotografarlo dalla mattina presto all'alba fino a notte fonda.

Il tratto caratterizzante del progetto fotografico è stato quello di prendere le distanze da una visione statica del quartiere, quale sommatoria di immagini rappresentative del suo patrimonio storico ed artistico, per concentrami sulla vita che lo anima e, quindi, fotografarne il contenuto anziché il contenitore.

Questo approccio mi ha permesso di analizzare con attenzione la vita reale dell'Oltrarno, dall'attività di chi vi lavora, alla vita sociale che vi si svolge, dagli oggetti presenti nelle sue strade o nei negozi, all'intensa vita notturna.

Ne esce fuori un caleidoscopio di immagini e momenti catturati solo dopo aver cercato di capirne l'anima più profonda, il che ha richiesto, prima ancora di procedere a fotografare, un meticoloso sforzo di osservazione delle dinamiche e dei riti che nel quartiere si ripetono e allo stesso tempo si rinnovano quotidianamente.

Amici intorno a un tavolo di un caffè o davanti al bancone di un bar, bambini che giocano a pallone nelle piazze e gruppi di giovani seduti sui sagrati delle chiese, immagini di madonne e bambole, manichini e sculture, bottiglie di liquori e biciclette appese a un muro, pizzaioli ed edicolanti, artigiani del legno e del ferro, camerieri, ambulanti e falegnami, suonatori di jazz e improvvisati musicisti notturni, DJ, giovani protagonisti del clubbing notturno e ballerine di pizzica.

E ancora: i murales alle pareti dei locali, lettori di quotidiani e la bambina con il volto dipinto, giocatori del calcio storico, una suonatrice armena di pianoforte, i liutai portoghese e irlandese, le acrobazie dei capoeiristi e una famiglia che balla in piazza.

Desidero, allora, dedicare queste immagini sia a chi il quartiere lo abita consentendogli di riconoscerne i luoghi e riconoscersi quale parte di una comunità sia a chi non vi è mai stato con la speranza di generare un sentimento di curiosità e il desiderio di viverlo.

 

Pierpaolo Florio

FORME DI PAESAGGIO | BASILICATA 2018 // Fotografie di Antonio Di Cecco

Inaugurazione: giovedì 06.12.2018, ore 18:30 - ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA_MONACO DI BAVIERA


Dopo il grande successo di Amburgo, la mostra "Forme di paesaggio" fa tappa a Monaco di Baviera.

 

“Una volta in cima alla ripida scalinata scavata nella roccia, il mio sguardo cerca istintivamente il mare ma l’orizzonte piatto è ancora lontano da raggiungere. Mi trovo sulle Piccole Dolomiti Lucane, una singolarità geologica dell’Appennino Meridionale. Riprendo il mio percorso verso il mare, attraverso il paesaggio osservato dall’alto e ne esploro i segni. Mi trovo in uno spazio modellato dal tempo e dall’acqua. Il territorio della Basilicata si sviluppa essenzialmente su quote montane e collinari. Continue azioni erosive generano estese aree calanchive mentre i materiali vengono portati a valle dai numerosi fiumi. Ed io non faccio altro che seguirne il corso”

Antonio Di Cecco

 

Inaugurazione: giovedì 06.12.2018, ore 18:30

ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA_MONACO DI BAVIERA

Hermann-Schmid-Straße 8, 

80336 München, Germania

Modera Fabiana Saviano.

Segue piccola degustazione di prodotti tipici della Basilicata.

 

Orari di apertura:
lunedì - giovedì: 10h-13h e 15h-17h

ven: 10h-13h30

La mostra rimarrà aperta fino al 22 febbraio 2019

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Lost Values di Stefano Barattini - personale presso l'Hotel Cellai a Firenze

Dal 7 settembre al 29 settembre - Hotel cellai - Via 27 aprile, 14 - Firenze


La sintesi del progetto è ricordare, attraverso le immagini di questi posti oggi, il loro e il nostro passato, perché ciò che siamo oggi è frutto di ciò che siamo stati, nel bene e nel male!

Alla ricerca dei valori perduti. 

I valori di una società produttiva ormai ridimensionata, almeno in Italia, per via della terziarizzazione che ha avuto il sopravvento sulle attività manifatturiere.

Valori sui quali la società stessa era impostata e che hanno a suo tempo generato benessere per le imprese e i lavoratori. Alla luce di questa considerazione, osserviamo le immagini come se salissimo a bordo del mitico Titanic. 

 

Nell'introdurci negli spazi distrutti dal tempo e dal naufragio che lo colpì, possiamo compiere uno sforzo immaginativo e ricreare nella nostra visione quelli che furono i fasti del transatlantico, ormai ridotto a un cumulo di rovine. 

 

Dalle rovine alla bellezza del preesistente: questo è il senso della ricerca dei valori perduti, che la fotografia può tentare di recuperare attraverso le immagini di oggi.

In un periodo di forte crisi come quello che stiamo vivendo, molte fabbriche stanno chiudendo e tutto ciò porta spesso all’abbandono di edifici e complessi industriali che giacciono inerti sul territorio, senza che esso venga bonificato e riconvertito ad una nuova destinazione d’uso. 

Nel nostro paese, ma anche nel resto d’Europa, ci sono centinaia di fabbriche abbandonate: dalle vecchie miniere ai laboratori artigianali, dalle grandi industrie alle centrali elettriche. Un patrimonio diroccato, vandalizzato, ormai inutilizzabile ma ancora ricchissimo di fascino e di storia. La fotografia è per me il mezzo per riportare alla luce questi luoghi una volta operosi e pieni di attività e oggi abbandonati. Dietro alle immagini si percepisce la denuncia verso un mancato riutilizzo di queste aree. 

E’ un modo per documentare queste realtà e restituirle come memoria storica e al tempo stesso porre l’attenzione su una possibile riqualifica del territorio. 

La decadenza di questi edifici e degli impianti (o ciò che ne resta) in essi contenuti sono diventati il soggetto della mia ricerca fotografica che racconta, attraverso le immagini, la loro storia. I grandi spazi vuoti una volta occupati dai macchinari, la luce che entra naturalmente negli ambienti disegnandone le forme, i particolari e dettagli di ciò che è a volte rimasto... tutto concorre a riportarli per un momento in vita, raccontandone la storia soprattutto alle generazioni più giovani che non li hanno vissuti. 

La documentazione storica è uno dei punti focali per meglio comprendere e interpretare fotograficamente questi posti. 

Utilizzo una post produzione che vuole rendere le sensazioni che provo quando entro in questi ambienti; sensazioni si desolazione, di vuoto, di silenzio, ma dalle quali traspare ciò che dovevano essere un tempo. 

Luci e ombre che rendo spesso crude e nette, con un forte contrasto, desaturando i colori e cercando inquadrature che rendano al meglio questo mondo ma che è stato il nostro passato e non deve essere dimenticato. 

Hotel Cellai - via 27 aprile, 14 - Firenze

RISULTATI DELLA 3ª BIENNALE DI FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA di OAXACA (Messico) - BFO 2018

Presso le strutture del Centro Fotografico Manuel Álvarez Bravo (Oaxaca) è avvenuta l'inaugurazione e la cerimonia di premiazione della 3ª Biennale di Fotografia di Oaxaca BFO 2018.
La giuria composta da Elsa Medina, Laura Gonzalez Flores e Domingo Valdivieso ha assegnato il primo premio a Oscar Farfán Gonzalez per il suo progetto "Labor Anonymus Sweatshop (1) (2) (3)" e una menzione d'onore a Karina Juarez per il suo progetto "Lugar".  Premiati tutti gli altri autori selezionati come parte della mostra.

Galleria foto: www.fotoax.org/bfo-2018/


Elenco dei selezionati alla Terza Biennale di Fotografia di Oaxaca - BFO 2018

3ª Bienal de Fotografia Oaxaca - Messico

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ROMA IN CENTOCENTRIMETRIQUADRI

La Galleria Spazio40, in collaborazione con EPM EdilpiemmeRoma e Ass.ne ProGetti Smarriti organizza la collettiva d'Arte:

"ROMA IN CENTOCENTRIMETRIQUADRI"

Vernissage martedì 19 giugno ore 19,00.

Galleria Spazio40

Via dell'Arco di S. Calisto, 40, 00100 Roma RM

Alberto Desirò, autore di AD Gallery, è presente con 4 opere fotografiche di 10x10 cm.

Dal titolo: Angeli et Passion

La quarta edizione di “Roma in centocentimetriquadri” avrà il seguente calendario espositivo:

- dal 19 giugno al 3 luglio presso Spazio40 Galleria d’Arte - Via dell’Arco di San Calisto 40 a Trastevere

- dal 12 al 25 luglio presso EPM Roma nella sede di Piazza di San Salvatore in Lauro 3

 

- dal 1 al 31 agosto nuovamente presso Spazio40 Galleria d’arte



FORME DI PAESAGGIO. BASILICATA 2018 / Fotografie di Antonio Di Cecco

Mostra fotografica di Antonio Di Cecco, nell'ambito della rassegna "Faszination Basilikata".

In occasione dell’inaugurazione della mostra giovedì, 5 aprile 2018, ore 19.00, sarà proiettato il documentario di Vania Cauzillo “Dalla terra alla luna” (2015, 37 min.), dedicato agli uomini di scienza della Basilicata.

Luogo dell'evento: Istituto Italiano di Cultura di Amburgo

Ingresso libero – per il vernissage si prega di prenotare via e-mail a events@iic-hamburg.de, oppure direttamente sul nostro sito www.iicamburgo.esteri.it

 

Orari di apertura della galleria: Lu-Gio 9-13 e 14-16; Venerdì 9-13 e su appuntamento.

La mostra rimarrà aperta fino al 30 settembre 2018

 

Antonio Di Cecco è un autore di AD Gallery, nato nel 1978 a L’Aquila dove attualmente vive e lavora, è laureato in Ingegneria Edile-Architettura con una tesi in Composizione Architettonica. Si occupa di fotografia di paesaggio urbano e architettura, oltre all’analisi dei processi di modificazione dei luoghi, con interesse specifico per l’ambito montano. É rappresentato dall’agenzia foto giornalistica Contrasto.
Attualmente è impegnato nel progetto Paesaggio culturale dell’Appennino sismico presso il Kunsthistorisches Institut in Florenz. Faszination Basilikata gode del patrocino della Regione Basilicata e della Università degli studi della Basilicata, del sostegno dell’Agenzia Nazionale del Turismo (ENIT) e della collaborazione della Lucana Film Commission.

“Una volta in cima alla ripida scalinata scavata nella roccia, il mio sguardo cerca istintivamente il mare ma l’orizzonte piatto è ancora lontano da raggiungere.
Mi trovo sulle Piccole Dolomiti Lucane, una singolarità geologica dell’Appennino Meridionale.
Riprendo il mio percorso verso il mare, attraverso il paesaggio osservato dall’alto e ne esploro i segni. Mi trovo in uno spazio modellato dal tempo e dall’acqua. Il territorio della Basilicata si sviluppa essenzialmente su quote montane e collinari. Continue azioni erosive generano estese aree calanchive mentre i materiali vengono portati a valle dai numerosi fiumi. Ed io non faccio altro che seguirne il corso”

Antonio Di Cecco


cortometraggio "WOODY" - proiezione in prima nazionale - di Luca Di Bartolo con Alessandro Cascioli e Telarana - Festival "Le Voci dell'Anima"

Proiezione del cortometraggio sulla danza “Woody” di Luca Di Bartolo e Alessandro Cascioli che accompagnerà la visione danzando sulle musiche dal vivo eseguite da Francesca Qoya e Marco Ragno. Il corto è stato girato nell’ex discoteca Woodpecker di Cervia (Ravenna).

"Per un ballerino i mostri sono la fatica che c'è dietro la danza, i sacrifici, la difficoltà di arrivare. Un danzatore che ritorna ai momenti in cui il timore e le paure lo hanno accompagnato. Ma è solo un viaggio nel profondo del suoi pensieri. Tutti noi nella conquista della nostra libertà per essere noi stessi, viviamo questi sentimenti."
Luca Di Bartolo

Programma evento


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Programma della serata "Le voci dell'anima"
Le voci dell'anima 20 ottobre.pdf
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Evento su Facebook

TEATRO DEGLI ATTI - Rimini


Indirizzo: Via Cairoli, 42, 47921 Rimini RN

Telefono: 0541 793824


News: Mostra fotografica Roma Caput Mundi | Graziano Villa | Margutta Creative District

INAUGURAZIONE 19 ottobre 2017 alle ore 19,00 - Hotel Art - Via Margutta, 56 - Roma

“Margutta Creative District”, manifestazione ideata e curata da Antonio Falanga e Grazia Marino del Premio Margutta. Protagonista dell'evento sarà il fotografo Graziano Villa con la sua Mostra “Roma Caput Mundi” curata da Francesca Fabbri Fellini. La mostra sarà aperta dal 20 a 28 ottobre 2017.


L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA dell’ARCHITETTURA ROMANA

Per Graziano Villa fotografare un’architettura è come ritrarre una persona, bisogna saperne cogliere l’essenza in uno scatto, esaltarne i tratti più profondi e significativi. I suoi viaggi fotografici architettonici, sono un’esperienza di lettura a brani, attraverso varie sequenze di dettagli. Il simbolismo nei suoi scatti trasuda forza e mistero. Attraverso  un’esasperazione dell’angolazione del suo punto di ripresa, riporta alla luce l’anima metafisica dei monumenti e delle sculture, donandogli un senso di immaterialità.
Francesca Fabbri Fellini

”ROMA CAPUT MUNDI”

Mostra Fotografica di GRAZIANO VILLA

A cura di Francesca Fabbri Fellini

Per decenni ho ritratto personaggi di ogni genere, di ogni strato sociale e culturale, utilizzando la mia macchina fotografica come un “pass-partout”, che mi ha aperto porte immaginarie, attraverso cui sono entrato in Mondi completamenti diversi l’uno dall’altro. Grazie alla mia particolare concezione esistenziale della mia professione, che mi ha visto lavorare in settori completamente diversi delle fotografia, ritratto, still-life, reportage, moda,

ho potuto arricchire la mia vita con esperienze alcune volte molto emozionanti.

In questo mio peregrinare in ogni angolo del pianeta, sono sempre stato affascinato dalle grandi Architetture che l’Uomo ha costruito per lasciare nel Tempo traccia del proprio passaggio e della propria esistenza. I nomi di tali icone sono scolpiti nella memoria collettiva e continuano a testimoniare l’audacia dell’ingegno umano: il Colosseo, la Torre Eiffel, la Muraglia Cinese, le Piramidi di Giza, le Torri Gemelle del WTC, tragicamente famose, quelle di Kuala Lumpur, il Big Ben di Londra, il “Big Boy”, appena usciti dall’aeroporto di Oslo, il Castello Sforzesco di Milano, i Fiori di Metallo della Défense a Parigi, e così via. Perché, questa volta, ho deciso di fare un tributo a Roma? Perché, in questo particolare momento storico, la “Città Eterna” attraversa un periodo critico che rischia di intaccare la sua Bellezza. Il mio tributo, consiste in una serie di “Ritratti” alle sue stupende Architetture, per ricordarci che con la sua Storia, con i suoi maestosi monumenti e reperti storici, rimane la “Città più Bella del Mondo”: Roma Caput Mundi!

Parlo di Ritratti a ragion veduta perché, come nel ritrarre le persone, ho tentato di personalizzare questi Giganti. Li ho “spogliati” della loro materia, amplificando la loro struttura grafica, ovvero la loro “anima”. Ho cercato di restituire visiva- mente l’impatto emozionale che queste meravigliose architetture hanno suscitato su di me: un’impressione altamente soggettiva e dunque non comune perché, alla fine, lo sguardo di ciascuno di noi è comunque, sempre e assolutamente unico e inimitabile. Credo di esserci riuscito.
Graziano Villa


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MOSTRA “ROMA CAPUT MUNDI” di GRAZIANO VILLA
ROMA CAPUT MUNDI.pdf
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Hotel Art

Via Margutta, 56 

00187 Roma 

Tel +39 06 328711 



WITH TEMPEST ON ITS WINGS | Art & Dance for Civil Rights | Arte, Danza e Diritti Civili Sala delle Grasce, Pietrasanta - 18 giugno > 01 luglio 2017 mostra fotog

In collaborazione con il DAP Festival | Danza in Arte a Pietrasanta


“WITH TEMPEST ON ITS WINGS”. Arte, Danza e Diritti Civili

Mostra foto | video – Sala delle Grasce – Pietrasanta

 

A cura di Alberto Desirò (AD Gallery)

In collaborazione con DAP Festival, Troy University, Rosa Park Museum (Alabama, USA), AD Gallery

Foto di Mark Moseley

Video di Rosa Park Museum, Troy University, Kyle Bozeman, Shaun Clarke

“Rosa Park” - quadro di Nall

 

“The love which had come, unseen and unexpected departed with tempest on its wings” 

(“L’amore che era giunto, invisibile e inatteso, se ne è andato con la tempesta sulle ali”)

Helen Keller

Sala delle Grasce - Pietrasanta

WITH TEMPEST ON ITS WINGS | Art & Dance for Civil Rights | Arte, Danza e Diritti Civili

Sala delle Grasce, Pietrasanta - 18 giugno > 01 luglio 2017

H. 19,00 > 24,00

Inaugurazione 18 giugno ore 18,30


THE CROWD | fotografie di Luca Di Bartolo e Alberto Desirò | Galleria Bonelli, Pietrasanta - 18 giugno > 01 luglio 2017 - ore 18.00 > 24.00

“Corpo e materia - libera espressione di corpi in movimento ispirata dalle sensazioni emanate dalla nuda purezza dei materiali scultorei”

Tutto ha origine nella purezza della roccia e della creta. L’uomo interviene, modifica. Ferisce la montagna e impara a conoscere la ricchezza che regala. Tagli netti, blocchi di marmo immensi e spazi aerei di grande suggestione. La potenza del materiale si percepisce col contatto diretto, con le sensazioni percepite dal corpo, esplorando col movimento le superfici, i suoni del materiale.

L’ispirazione cresce nell’artista, il danzatore si esprime liberamente e dialoga con l’ambiente, riconosce la forza emotiva che si sprigiona dalla materia, che può prendere forma in ogni momento. Danza e coreografia creativa, corpi modellati da movimenti ispirati alla materia che si modella anch’essa nella scultura e che l’immagine fotografica cattura grazie all’empatia creatasi con la poetica dell’artista.

La creta, è origine, terra, materia. Facile da modellare, toccare, sentire. La mano può esprimere subito un pensiero, sentire la libertà di espressione nella malleabilità della materia, creare in pochi minuti un’emozione scolpita. Un corpo coperto di creta, è già scultura, che prende vita e si modella con il movimento che la materia lo guida ad esprimere. Dialoga, combatte, si contorce, si abbandona, è scultura viva, che esprime con forza l’”Here and Now”, concetto alla base della poetica di Jørgen Haugen Sørensen, espresso in un’intervista-racconto dell’opera “The Crowd”, ispiratrice del progetto artistico presentato in anteprima mondiale al DAP Festival - Danza in Arte a Pietrasanta 2017 (www.dapfestival.it).

Il connubio e la collaborazione dei tre maestri danesi Sørensen, Kloborg e Helweg, nata e seguita in tutte le sue fasi dalla Direttrice Artistica del Festival Adria Ferrali, prende spunto dalla potenza della scultura del maestro Sørensen, intesa non come prodotto artistico in sé, oggetto statico e solo da osservare con un certo distacco, ma linguaggio fresco e tagliente dell’oggi che deve suscitare partecipazione, dibattito e stimolo alla libertà di fruizione di un linguaggio in continua evoluzione.

La chiarezza e la forza di questo messaggio ha permesso la nascita della collaborazione con il giovane coreografo di danza contemporanea, Sebastian Kloborg, e il compositore Kim Helweg, entrambi concordi e stimolati dalla visione artistica del maestro scultore.

Le fasi preparatorie del lavoro dei tre artisti e, in particolare, l’entrare in contatto con la materia scultorea, sentirne il suono e la fisicità, hanno coinvolto in maniera empatica l’espressività dei ballerini che andranno ad interpretare il lavoro coreografico finale al Gran Gala del Festival, il 1 luglio, sul palco de “La Versiliana”.

(Alberto Desirò)

The crowd - mostra fotografica di Alberto Desirò e Luca Di Bartolo

Galleria Bonelli / B'ART


THE CROWD

fotografie di Luca Di Bartolo e Alberto Desirò

A cura di Alberto Desirò

Galleria Bonelli / B'ART, Pietrasanta
Piazza del Centauro, 1, Pietrasanta, LU, 55045

18 giugno > 01 luglio 2017 - ore 18.00 > 24.00

Inaugurazione 18 giugno, ore 18,30
Info: alberto@adgallery.it

B'ART


I nostri ringraziamenti a:


Inside International Art - Photo Exhibition Erminio Vanzan

Erminio Vanzan autore di AD Gallery insieme a Shimi Cohen un fotografo artista di Israele, espone in Polonia da italian Art Coffe di Wroclaw. " The peace of mind " n° 9 stampe 60 x 40 cm.

The Peace of Mind (cos’è l’uomo al cospetto della natura) | Erminio Vanzan

L’uomo ama perdersi, disperdersi di fronte al paesaggio. Struggersi e distruggersi. Quale occhio rende testimonianza, giustizia, alla solitudine che nasce e cresce? L’infinito si guarda a distanza, ci vede da lontano.

L’uomo è parte della Natura. L’esistenza stessa degli esseri umani sulla terra dipende dalla Natura. Le nostre vite sono inestricabilmente dipendenti dalla Natura. Ma, viceversa, anche i pensieri e le azioni degli uomini hanno un effetto sulla Natura. L’amore delle persone per la Natura ha un effetto gentile e rasserenante su di essa ed è la miglior protezione verso la Natura.

Cos’e l’uomo di fronte all’immensità del creato, alla potenza ed alla vastità della natura, la fotografia paesaggistica ha il potere di rappresentare la bellezza della natura e di collocare la figura umana in una prospettiva decisamente ridimensionata rispetto al ruolo che tutti noi pensiamo di ricoprire .

Questa e la mia ricerca, il mio progetto appena iniziato! Che continuerà ad evolversi nel tempo, raccontato con immagini di stile concettuale in bianco e nero come nella mia intima interiore visione.
www.facebook.com/events/109798972900711/

Per informazioni e proposte di acquisto contattare il numero: 340 6066374

O scrivere a: info@adgallery.it

“World Water Day 22 Marzo 2017 | Photo Contest”

"Come bere un bicchier d'acqua " è una frase che indica qualcosa di semplice, di facile realizzazione, pensiamo allora che in alcuni luoghi del nostro pianeta questa frase ha il senso opposto. Ci sono popolazioni che ad oggi soffrono, si ammalano, muoiono per mancanza di acqua.

Questa terribile realtà dovrebbe farci soffermare sulla fortuna che abbiamo ma anche sulla responsabilità che questa fortuna ci conferisce, agire nel nostro quotidiano evitando inquinamenti e sprechi e promuovendo attività e momenti di riflessione comuni.

Per questo motivo AD Gallery è lieta di sostenere e promuovere l'importante iniziativa di Lions Club Seregno AID sul delicato tema dell'acqua come patrimonio vitale del nostro pianeta e "diritto umano universale e fondamentale".

World Water Day 2017 - Photo Contest - Lions International

WORLD WATER DAY | 22/03/2017


AD Gallery è lieta di sostenere l'importante iniziativa di Lions Club Seregno AID sul delicato tema dell'acqua come bene comune e vitale del nostro pianeta:

il concorso fotografico "World Water Day" in cooperazione con Un Water (agenzia Onu per le politiche sull’acqua) che vuole mettere al centro dell'attenzione le risorse idriche del pianeta attraverso il coinvolgente linguaggio delle immagini.

L'acqua, principio di vita, ristora il viandante e ispira il poeta, scava solchi nella roccia e sussurra  musica in primavera, ma scatena anche terrore e distruzione, paura e morte.

La fotografia è strumento formidabile che sa fondere realtà e sogno, svelare segreti e opportunità, denunciare negligenze e pericoli.

Il sito web www.worldwaterday.it  consente di aprire la vasta panoramica del concorso che culminerà il 22 marzo 2017 con le premiazioni in occasione della giornata mondiale dell'acqua istituita dall'ONU nel 1992 .

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WORLD WATER DAY 2017 | Photo Contest


In occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua del 22 Marzo 2017, Lions Club di Seregno AID con la collaborazione di Un Water, organizza il concorso fotografico "World Water Day 22 march 2017 photo Contest" e invita fotografi professionisti e non professionisti a esprimersi sul tema "Why Waste? L'acqua in tutte le sue forme come patrimonio da tutelare."

Il concorso si conclude alle ore 23:59 del 26/02/2017.

Per iscriversi:  www.worldwaterday.it

Termine invio foto:

26/02/2017 23:59

Premiazione:

22/03/2017

L’auditorium – Seregno

MOSTRE

Migliori 30 foto

22/03/2017-02/04/2017

L’Auditorium – Seregno

Migliori 10 foto

01/04/2017-30/04/2017

Trieste “Le vie delle foto”




Il progetto

L’obbiettivo del Lions Club Seregno AID attraverso il World Water Day Photo Contest è quello di raccogliere fondi da destinare alla fornitura di sistemi di potabilizzazione per lo comunità bisognose di acqua per la vita, come da video:

luca di bartolo: danza | quadri di luce - 18.02.2017 ore 15,00 - 20,00 | presso officinabizzarria - sesto fiorentino (fi)

ore 17,30 Progetto coreografico: "senza un perché” di Eva Calanni

LUCA DI BARTOLO | DANZA - QUADRI DI LUCE - A CURA DI ALBERTO DESIRò - VIA QUATTRINI 33, 50019 SESTO FIORENTINO (FI)

Luca di Bartolo: Danza - quadri di luce - 18.02.2017 ore 15,00 - 20,00 | mostra fotografica con performance a cura di Alberto Desirò - Ad Gallery | presso Officinabizzarria - Sesto Fiorentino (FI)

DANZA | quadri di luce

Questa mostra offre alcune fotografie che riassumono il senso della mia 'scoperta' umana sul tema del corpo che danza, durante gli ultimi 10 anni di ricerca.

Non è esaustiva ma presenta alcuni momenti 'singolari' di questo percorso.

Partendo da un quadro tratto da “Dialoghi sulla Deposizione” di Virgilio Sieni con la compagnia del MaggioDanza nel 2006, per arrivare ad una delle ultime esperienza a Palermo nell'agosto del 2016, assieme al Corpo di Ballo del Teatro Massimo.

Personalmente non trovo motivazione nella pura ricerca della perfezione nel fotografare il gesto tecnico, quanto più nella sua forza umana ed espressiva, se infatti dovessi definire il mio approccio alla danza e al palco in generale, parlerei di 'pura umanità'.

Non sempre il punto di maggiore espressività in fotografia coincide naturalmente con l'apice di un movimento o di un'azione. Quando mi avvicino alla storia che si sviluppa di fronte a me vivo di un fluire senza soluzione di continuità fatto di parole e gesti fisici.

Si tratta di raccogliere le emozioni che scaturiscono ed inseguirle. Sento il mio sguardo simile all'aria che circonda i danzatori, plasmarsi sui loro movimenti, spostarsi assieme a loro, argilla pronta a modellarsi ogni attimo. L'atto fotografico diventa fisico nel momento in cui lo vivo. E un toccare attraverso lo sguardo.

Il corpo è capace di esprimere una forza interiore molto potente e attraente: forza che si è persa nel vivere di ogni giorno, dove la parola prima  e ora l'immagine, hanno vinto oramai sul linguaggio più arcaico del corpo.

La fotografia come calco di un'azione fisica ed emotiva in cui la luce cristallizza, a scatto avvenuto, l'azione.

Lo 'scatto' diviene più un sentire, al punto che una fotografia nasce come realtà visibile solo dopo la sua riscoperta ad azione conclusa. 

Questo indica come allora sia il 'sentire' e non la coscienza a priori di un movimento già noto, a portarci ai quadri di luce.

(Luca Di Bartolo)


Sabato 18 febbraio 2017 dalle ore 15,00 alle ore 20,00

 

OfficinaBizzarria

via Quattrini 33, 50019 Sesto Fiorentino
Info: 340 6066374


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danza | quadri di luce - AD GALLERY

Nel teatro, in particolar modo nella danza, immagine e immaginario si fondono. Il catalizzatore di questa reazione emozionale è la luce. Ogni personaggio sulla scena esiste solo nello spazio illuminato ai limiti del quale il mondo svanisce in un universo sconosciuto. 

Sono questi due emisferi che Luca di Bartolo esplora con i suoi scatti. La parte illuminata e colorata della scena dove i ballerini nella loro immateriale bellezza vengono catturati in volo come farfalle, e la parte meno conosciuta, in ombra, del retroscena.

Le foto del dietro le quinte di Luca di Bartolo sono come de-costruzioni dell’immaginario che riportano il ballerino ad una dimensione reale e raccontano la vera storia della danza, quella fatta di studio quotidiano, di lavoro, di rigore, di ambizione e di umiltà, tutto questo riassunto in una sola parola: passione.

La passione è come un’onda di calore che scalda chiunque incontri sulla sua traiettoria, Luca di Bartolo amplifica questa onda mostrandoci non solo il risultato, ma anche il punto dal quale questa energia nasce quasi a volerci ricordare la provenienza terrena, umana, di questi esseri/farfalla, donandoci la consapevolezza o l’illusione di avere dentro di noi la stessa forza e di poter compiere gli stessi passi sul nostro palco fatto di sfide, se pur diverse.

In questa rappresentazione, Luca Di Bartolo si muove quasi non visto, ma allo stesso tempo partecipe, e rende movimento ad un gesto congelato, ci fa sentire lo stringersi dei denti dietro ai sorrisi, la stanchezza e il dolore dei muscoli contratti sotto ai costumi. 

(Alberto Desirò - AD Gallery)

 

Progetto coreografico "Senza un perché” di Eva Calanni 

Ogni artista ha bisogno di esprimersi senza nessun canone preciso e definito.

Eva ci propone un suo personale percorso emozionale tradotto in immagini e movimento.

Il suo corpo esiste, la sua mente esiste nel momento in cui performa un’idea che nasce dentro e si manifesta al mondo fuori da sé stessa.


officina bizzarria Iacopo Castellani

Officinabizzarria è un luogo dove le idee prendono forma. Un luogo dove Iacopo Castellani, artista fiorentino, usa tecniche di lavorazione e materiali antichi e nuovi, fondendoli e creando oggetti, complementi d'arredo e idee per interni.

Iacopo Castellani apre Officinabizzarria nel settembre 1999.

Da allora adora mettere le mani e i pensieri tra vetri, resine, legni, colori, cementi, sabbie... Sporcandosi sempre completamente.

Talvolta realizza oggetti che hanno un uso, altre volte quadri o foto che non hanno nessuna funzione se non la presunzione di comunicare sensazioni.

 

E-mail: info@officinabizzarria.com

Web: www.officinabizzarria.com


Iacopo castellani - "Thanatos" - 28.01.2017 ore 15,00 - 20,00 | presso OfficinaBizzarria | Sesto Fiorentino (Fi)

Thanatos | Iacopo Castellani | a cura di Alberto Desirò | ore 15,00 - 20,00 | via Quattrini, 33, 50019 Sesto Fiorentino (Fi)

Iacopo Castellani Thanatos a cura di Alberto Desirò per AD Gallery

Thanatos

Thanatos è un lavoro sulle stanze interne.

Un confronto che è diventato necessario quando ho deciso di esplorarle. Ho visto queste stanze abbandonate, chiuse, lasciate a sé stesse, nella speranza di poterle dimenticare con l'impossibilità di poterle distruggere.

Nelle stanze di Thanatos, non si vorrebbe mai entrare.

Quasi sempre è presente un punto di fuga prospettico, che è diventato la mia via di fuga, l'uscita forse. Me ne sono reso conto solo dopo.

Thanatos è una richiesta d'aiuto che è stata ascoltata. Finisce con l'inizio di una storia.

Thanatos prende spunto da immagini fatte durante visite in luoghi abbandonati, poi trasposte e fatte diventare luoghi dell'inconscio, stanze interne appunto. Luoghi che diventano la casa di Thanatos, l'impulso di distruzione e morte in psicoanalisi, contrapposto ad Eros, la pulsione di vita, che è presente in ognuno di noi.

Ho usato delle macchine fotografiche digitali compatte ed economiche, con poche elaborazioni di post produzione su colori, luci e prospettiva. Ho stampato su pvc e montato tutto su legno. Sono convinto che un'alta qualità nella realizzazione delle immagini e della stampa non avrebbe aggiunto niente al messaggio; in questo periodo mi piace avere un approccio “punk” ai miei lavori.

Ho avvolto tutto con del fil di ferro. Lo considero anche un modo per riportare all'astrazione un lavoro che ha avuto bisogno di immagini reali.

(Iacopo Castellani)


Sabato 28 gennaio 2017 dalle ore 15:00 alle ore 20:00

 

 

OfficinaBizzarria

via Quattrini, 33, 50019 Sesto Fiorentino
Info: 340 6066374


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Thanatos di Iacopo Castellani

E’ interessante leggere ciò che l’artista scrive nella sua nota, i sentimenti e la nascita di quest’opera, ma quello che lui “prova” riguardo a questo lavoro è certamente diverso da quello che prova chi ne è solo spettatore: lui era dentro quelle stanze quando ha scattato le foto, noi le guardiamo da fuori.

Lui le ha esplorate, noi le visitiamo.

Le sue stesse parole ci rendono consapevoli che ogni immagine di questo lavoro ha una “via di fuga”, nella maggior parte dei casi ben riconoscibile, in altri solo immaginaria, ma così intensa da diventare simbolo.

La libertà immaginata da chi libero non sarà mai più, che si imprime come macchia bianca sulla parete dove il tempo non è passato, o come impronta di una mano che sembra voler saggiare la consistenza della materia per poterla attraversare. Infine, lo specchio, una possibile doppia via di fuga, in quanto varco aperto verso un mondo alternativo ma anche superficie riflettente l’immagine di noi stessi; questo specchio però “guarda” altrove e la sua superficie, ormai opaca, non indica alcuna salvezza.

Queste stanze, che evocano il consumarsi inesorabile di atroci attese e dove ancora si sente l’odore acre della malattia, della colpa, della condanna, sono state trasformate dall’artista in un percorso sicuro, con la creazione, tra la nostra realtà e ciò che vediamo, di un confine ben visibile, una provvidenziale separazione tra “noi” e “gli altri”, i “sani” e i “malati”, i “giusti” e i “colpevoli”.

Ci lasciamo guidare in questo percorso, senza toccare, senza alterare un mondo che istintivamente disconosciamo, per il timore di essere contagiati da un male fisico o spirituale che ancora aleggia irrequieto e affamato nelle ombre del degrado.

Avanziamo, e intanto dentro di noi si fa strada il timore che ciò che sembra proteggerci in realtà ci stia imprigionando, sentiamo quei fili metallici avvolgerci completamente, come nelle maglie di una gabbia, passo dopo passo, immagine dopo immagine, lasciandoci di fronte all’inevitabile alternativa di sedersi, rassegnati per sempre a guardare un quadro inesistente, oppure affrontare quello che c’è oltre; oltre le porte, oltre lo specchio, nella nostra imperfetta umanità.
(AD gallery)


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Plasma di Luca di Bartolo | Mostra fotografica - mercoledì 21 dicembre ore 19,00 - Opificio - Roma

ROMA - Opificio - via arrigo davila 47/b (metro colli albani), 00179 Roma

L’Opificio di Roma ospita dal 19 dicembre 2016 al 19 gennaio 2017 la mostra fotografica Plasma di Luca di Bartolo.
La mostra presenta una serie di fotografie scattate a Palermo in occasione dello spettacolo Waiting for Ravel – Bolero interpretato dal Corpo di ballo del Teatro Massimo lo scorso 4 agosto 2016 al Teatro di Verdura di Palermo, una serata fortemente voluta dal coordinatore del Corpo di ballo Marco Bellone e che comprendeva Bolero e un estratto da Giulietta e Romeo di Fabrizio Monteverde, e tre pezzi creati per i danzatori del teatro da Valerio Longo, Diego Tortelli e Anna Manes.

La mostra comprende anche due proiezioni video. Il primo video raccoglie una buona parte del materiale raccolto da Luca di Bartolo a Palermo tra cui alcuni ritratti fuori scena dei danzatori. Il secondo video raccoglie appunti sul lavoro in sala prove tra il coreografo Valerio Longo e il danzatore Alessandro Cascioli per la preparazione dell’assolo Plasma che ha debuttato nell’ambito della serata Waiting for Ravel – Bolero.

SULLA MOSTRA

Questa mostra è il risultato di una profonda esperienza umana, tra la danza e il mio essere uomo, perché per me la fotografia non può che essere questo.

Nasce da un breve viaggio avvenuto a Palermo agli inizi di Agosto 2016, in occasione dello spettacolo Waiting for Ravel – Bolero, messo in scena dal Corpo di Ballo del Teatro Massimo, fortemente voluto da Marco Bellone, coordinatore artistico dello stesso assieme ad coreografi ospiti Diego Tortelli, Valerio Longo, Anna Manes e Fabrizio Monteverde.

La danza è prima di ogni altra cosa, per me almeno, un fatto umano.

L’espressione di una parte di noi stessi attraverso il linguaggio più diretto che l’uomo possa esprimere, il gesto fisico, in esso il nostro essere persona. Quando questo avviene nell’unità allora lo scopo è ancora più prezioso, nei tre giorni vissuti a Palermo ho sentito questo.

Quello che è successo a Palermo in occasione di questa serata, è stata una cosa molto forte, sicuramente a cui non si è abituati nell’ambito degli enti lirici. Marco Bellone ha cercato di portare lo spirito di una compagnia di danza, dove si crea tutti insieme, in mezzo alle difficoltà di ogni tipo, raggiungendo un risultato come quello verificatosi al Teatro di Verdura strapieno in una serata corale il giovedì 4 agosto 2016.

Così la mostra vuole essere un punto di riflessione su gesto e sulla coralità perché per me è questo il significato di essere li come narratore: volgere lo sguardo nella direzione dell’umano.

Perché allora Plasma, che riprende uno solo tra i titoli delle opere messe in scena! Perché è attorno a questa coreografia che il mio viaggio è nato: attorno all’amicizia.

Per me la danza, il creare, è anche questo.

Da questo nasce il nuovo.

Attorno a questo ho visto prendere vita gli altri importanti lavori coreografici di Diego Tortelli, Anna Manes e Fabrizio Monteverde.

Ho conosciuto nuovi danzatori che hanno arricchito il mio sentire.

Raccontare attraverso la forza del gesto, attraverso la tensione fisica.

Portare dentro di se un momento di crescita artistica e umana, assieme alla riconoscenza per Valerio che dedica e offre agli altri una parte di se nel suo essere uomo e artista e lo ha fatto con me.

La mostra presenta una serie di fotografie e due proiezioni video; un video che raccoglie una buona parte del materiale raccolto in questi 3 giorni proprio per trasmettere il senso di coralità attraverso anche alcuni ritratti fuori scena dei danzatori, un secondo fatto di appunti sul lavoro in sala prove tra Valerio Longo e Alessandro Cascioli nella preparazione dell'assolo. 

(Luca Di Bartolo)

Sulla fotografia e la danza

Se dovessi definire il mio stile fotografico, ammesso che esista, mi definirei un 'cacciatore' di emozioni. Uno stile in cui non è ammessa la finzione. Mi piace molto muovermi in base all'azione scenica che trovo di fronte a me. Anche se con il passare degli anni mi rendo conto che certe acrobazie che mi piace fare per seguire i danzatori diventano a volte estenuanti.

In realtà vorrei essere sempre sul palco per seguire le emozioni da vicino.

Si tratta di raccogliere le loro emozioni e dunque seguirli nel fluire del loro corpo espressivo. Sento il mio sguardo simile all'aria che li circonda. È come se il mio sguardo volesse plasmarsi sulla figura del corpo dei danzatori, quasi potessi essere una massa di argilla pronta a modellarsi ogni attimo per prendere la forma del loro movimento. Sento che l'atto fotografico diventa molto fisico nel momento in cui lo vivo. Vi è in questo una forte componente sensuale: il corpo è capace di esprimere una forza interiore molto potente, la si sente sia che sia un uomo o una donna a danzare.

La fotografia è dunque il calco di un'azione fisica ed emotiva. In essa si raccoglie la forma (volume) dei danzatori, la loro aurea emotiva, la luce che li avvolge, l'aria che resta attorno a loro e lascia spazio al loro movimento.
(Luca Di Bartolo)


Info Mostra

Dal 19 dicembre 2016 al 19 gennaio 2017

 

Apertura mostra mercoledì 21 dicembre.

Inaugurazione aperta al pubblico dalle ore 19,00

Ingresso libero.

Orari mostra: dalle

Opificio

Via Arrigo Davila 47/b (metro colli albani), 00179 Roma

Tel. +39 06 78344705

Evento Facebook:

https://www.facebook.com/events/1040005106129246/